Scorta finta: la non-risposta del Comune

La Legge 133/2002 dice chiaramente che solo agenti della Polizia di Stato, dei Carabinieri od in subordine della Guardia di Finanza  e della Penitenziaria possono fare servizi di scorta, e solo dopo aver superato corsi appositi e durissimi, mentre la Polizia Locale – oltre ad esser esclusa dai servizi di scorta da tale norma – è a Reggio priva delle basilari dotazioni di servizio (come i manganelli o gli spray al peperoncino) e dei minimi corsi di difesa personale, e che mai ha quindi visto neanche col binocolo le dotazioni necessarie ad espletare i ben più complessi e rischiosi servizi di scorta (come ad esempio i giubbotti antiproiettile od i mitra) né i durissimi corsi necessari – ad esempio - ad individuare e neutralizzare minacce al soggetto che si deve difendere.
L'attacco del Sindacato, il mio e la ridicola risposta del Municipio
L'attacco del Sindacato, il mio e la ridicola risposta del Municipio
Forte di tali dati ho chiesto per primo al Sindaco chi abbia dispostoche lui sia accompagnato dalla Polizia Locale, ridicolo succedaneo di una scorta: a tale domanda l’amministrazione ha risposto che sarebbero frutto dell’indicazione di non meglio identificati “competenti organi”… e cita come unica pezza d’appoggio legale un regolamento comunale del 1990, tanto obsoleto da aver oramai il valore della carta straccia, superato e contraddetto dalla legislazione vigente (fonte di diritto molto superiore e di dodici anni successiva). Una risposta che non risponde insomma quella del Sindaco, che non chiarisce, non spiega, non nega… che dimostra solo misconoscenza della materia ed il tentativo di menar per il naso gli interlocutori. Questa disperata arrampicata sugli specchi conferma quanto il succedaneo di una scorta che distogliendo dai compiti d’ufficio uomini e mezzi della Polizia locale scarrozza il Sindaco sia probabilmente una decisione presa in comune, una scorta mediatica, che – inutile a difendere Vecchi dalla mafia – lo difenda dagli attacchi e dalle legittime domande, facendolo sembrare una vittima, quindi un “Buono a tutta prova”. Una squallida operazione di marketing politico insomma, decisa in comune dopo che lo Stato non ha ritenuto Vecchi sotto minaccia tanto da attribuirgli una scorta vera…
 
Così a Reggio si fa sicurezza locale, distogliendo alcuni dei già pochi uomini e mezzi dal contrasto a criminalità e devianza, per una squallida operazione di propaganda politica, così il Sindaco fa antimafia, non mostrando i documenti da più parti richiesti, non facendo vedere le fatture dei lavori murari eseguiti in casa sua (che comproverebbero la sua ricostruzione dei fatti), non facendo quindi completa chiarezza, ma nascondendosi invece dietro operazioni di vuota propaganda.

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